La lezione di Ibra? Per vincere servono i campioni

Cagliari-Milan 0-2. Nella ‘prima’ da titolare Ibrahimovic segna, fa salire la squadra, non perde un contrasto, un duello aereo, aiuta ed indirizza la manovra. E’ inutile girarci attorno: per vincere servono i campioni.

Nel calcio se vuoi vincere devi mettere in campo i campioni. Noi tifosi lo sappiamo e pure bene. Un assunto quantomai banale ma che pare non da tutti ben compreso. Acquistare a peso d’oro promesse o mezzi campioni potenziali non è che serva a tanto, anzi. La vittoria di Cagliari insegna il contrario: sono i campioni a fare la differenza al di là dell’eta anagrafica.

Ibrahimovic, a 38 anni suonati, lo sta dimostrando. Nella prima partita da titolare segna, fa salire la squadra, non perde un contrasto, non perde un duello aereo, aiuta la manovra offensiva. Lo svedese è di un altro livello, non sappiamo se farà veramente la differenza, c’è ancora l’intero girone di ritorno da giocare, ma quantomeno darà una mano al Milan a togliersi qualche soddisfazione e risalire la china in una stagione di certo non partita benissimo.

Con la prestazione di Cagliari Ibra ha comunque ottenuto un risultato: quello di rintuzzare le critiche di chi lo considera bollito e prossimo alla pensione. Ovvio che il futuro del Milan non potrà essere costruito attorno a lui, infatti il suo ritorno a Milano è stato pensato per sistemare il presente.

Il gol di Ibrahimovic contro il Cagliari

Può trascinare la squadra a dare il massimo.

È inutile negarlo, si nota la differenza di valore tra Ibra e il resto della squadra che in ogni caso si è impegnata al massimo per fare buona figura intorno a questo indomito mostro del calcio. Perché i campioni servono anche a questo: dare maggiore slancio e consapevolezza delle singole capacità con un vero e proprio effetto trascinamento.

Si è soddisfatti di avere un giocatore così forte a disposizione. Bene ha fatto la dirigenza a riportarlo a Milano. Vedremo tra due, tre settimane quando sarà più in condizione. Già rispetto alla settimana scorsa sembrava un altro giocatore quanto a dinamicità. Quando un giocatore è forte non ci sono scuse che tengono, i risultati presto o tardi arrivano. Bisogna essere consapevoli tuttavia che da solo non potrà fare miracoli ma può essere lo sprone giusto a spingere la squadra a dare il massimo.

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